Dal 1° Gennaio 2018 le imprese che impiegano un numero di dipendenti compreso tra 15 e 35 saranno obbligate ad assumere un lavoratore disabile dalle liste di collocamento obbligatorio. Vediamo nel dettaglio cosa è cambiato con l’arrivo del 2018 e quali sono le principali differenze rispetto alla precedente normativa.

Fino al 31 dicembre 2017 le aziende avevano l’obbligo di assumere un lavoratore disabile in caso di nuova assunzione, quindi, con l’ingresso della 16esima unità in azienda. Tale adempimento poteva essere effettuato entro 12 mesi dall’instaurazione del nuovo rapporto di lavoro.

Dal 1° gennaio 2018, invece, tutte le aziende, raggiunta la soglia dei 15 dipendenti, dovranno assumere un lavoratore disabile e avranno a disposizione soltanto 60 giorni per adempiere all’obbligo (pertanto, dovranno farlo entro il prossimo 1° marzo).

In caso di inadempimento da parte del datore di lavoro, si applica una sanzione amministrativa pari a 153,20 euro per ogni giorno lavorativo di ritardo e per ogni lavoratore disabile non assunto. La sanzione è diffidabile, pertanto, il datore di lavoro può versare 1/4 dell’importo a condizione che presenti il prospetto informativo e sottoscriva il contratto di assunzione con il lavoratore disabile.

Per verificare se è stata raggiunta la soglia dei 15 dipendenti si ricorda che non sono computabili:

  • i lavoratori con contratto a tempo determinato di durata inferiore a 6 mesi;
  • gli apprendisti;
  • i lavoratori disabili già in forza;
  • i dirigenti;
  • i lavoratori occupati con contratto di somministrazione presso l’utilizzatore;
  • i soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • i lavoratori a domicilio (i lavoratori in smart working sono invece computabili);
  • i lavoratori assunti per attività da svolgersi all’estero;
  • i soggetti impegnati in lavori socialmente utili.

I lavoratori a tempo indeterminato a tempo parziale sono, invece, calcolati “pro-quota” e le frazioni percentuali superiori allo 0,50% sono considerate unità.