Ultimamente il legislatore ha cercato di adeguare la disciplina dei controlli a distanza dei lavoratori, tenendo conto delle evoluzioni tecnologiche, cercando di conciliarle con le attuali esigenze organizzative e produttive delle aziende.

Oggi come oggi, molti degli strumenti utilizzati dai lavoratori per il proprio lavoro danno anche la possibilità ai datori di lavoro di “seguire” i loro movimenti e spostamenti.

Tra questi sta diventando sempre più frequente l’installazione degli impianti GPS sulle auto aziendali con lo scopo, per esempio, di indirizzare il lavoratore, che lavora fuori sede, più velocemente verso un cliente per svolgere un servizio.

Ma il datore di lavoro può installare liberamente questi dispositivi ? Oppure deve consultare preventivamente il sindacato o ancora chiedere l’autorizzazione all’Ispettorato nazionale del lavoro ?

Per dare una risposta a questo quesito dobbiamo capire se l’impianto GPS è uno strumento essenziale per svolgere il lavoro, oppure risponde solamente ad esigenze organizzative e produttive.

In questo senso una prima risposta ci viene data dall’Ispettorato nazionale del lavoro che con la circolare n. 2 del 7 novembre 2016, fornisce le proprie indicazioni sull’utilizzo di impianti GPS non considerandoli, in linea di massima, come strumenti di lavoro utilizzati dal lavoratore per svolgere i propri compiti.

Ne consegue che, secondo quanto scritto nel testo della circolare, questi impianti possono essere installati solo previo accordo con le organizzazioni sindacali aziendali oppure, in mancanza di tale accordo o in assenza delle rappresentanze sindacali aziendali, chiedendo l’autorizzazione preventiva all’Ispettorato nazionale del lavoro.

La stessa circolare infine afferma “che solo in casi del tutto particolari” questi impianti possono essere considerati veri strumenti di lavoro rendendo non necessari l’intervento del sindacato e dell’Ispettorato nazionale del lavoro.