Jobs Act e PMI, se ne parla da tanto. Ma quali sono in sintesi i vantaggi che una PMI può trarre da questa riforma epocale del mercato del lavoro? Vediamoli insieme.

NUOVI CONTRATTI E NUOVE DISCIPLINE

È stata riscritta la disciplina di alcuni contratti di lavoro, tutto a partire dal fatto che “il contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato costituisce la forma comune del rapporto di lavoro”.

Contratto di collaborazione a progetto: verso la dismissione

Primo fra tutti i contratto di collaborazione a progetto i cd. Co co pro che dal 24 giugno 2015 non potranno più essere stipulati invece quelli ancora in essere potranno essere proseguiti non oltre la scadenza contrattuale. Solo i contratti a progetto regolati da accordi collettivi continueranno ad essere attivati. 

Il contratto a tutele crescenti: tutto gira intorno alla indennità

Dal 07 marzo 2015 il datore di lavoro che vorrà assumere un lavoratore può ricorrere al contratto a tutele crescenti il quale prevede un nuovo regime di tutela per i licenziamenti illegittimi togliendo ogni discrezionalità’ al giudice e prevedendo un indennità risarcitorie crescente in ragione dell’anzianita’ di servizio.

Il part time è più flessibile!

Le aziende infatti possono usare il lavoro supplementare rispetto al l’orario parziale pattuito o inserire clausole elastiche anche in assenza di una disciplina ad hoc nel contratto collettivo. La facoltà di pattuire per iscritto, qualora il contratto collettivo non le disciplini, le clausole elastiche relative alla variazione della collocazione temporale della prestazione lavorativa ovvero relativa alla variazione in aumento della sua durata.

E se il datore vuole modificare le mansioni del lavoratore?

Non di poco conto è la facoltà per il datore di lavoro di cambiare in maniera unilaterale le mansioni del lavoratore qualora sia in corso una modifica degli assetti organizzativi, una riorganizzazione e negli altri casi individuati dai contratti collettivi. Il nuovo incarico potrà dunque essere anche un de-mansionamento di un livello contrattuale, ma sempre all’interno della stessa categoria di inquadramento (operaio, impiegato, quadro). Aspetto più importante la retribuzione deve restare il medesimo della precedente qualifica, fatta eccezione per i trattamenti accessori legati alla vecchia attività.

Lavoro accessorio e voucher: come funziona?

Anche il lavoro accessorio ovvero il lavoro pagato con ii voucher INPS chiamati anche buoni lavoro è stato rivisto. Sono stati elevati i limiti da 5.000 a 7.000 euro per il ricorso al lavoro accessorio. Non si fa più riferimento all’anno solare ma all’anno civile (dal 1 gennaio al 31 dicembre di ogni anno). Mentre nei confronti dei committenti imprenditori o professionisti, il limite resta di 2.000 euro, fermo restando i 7.000 totali. Viene introdotto poi un importante obbligo comunicativo per coloro che ricorrono al lavoro accessorio tramite voucher: “I committenti imprenditori o professionisti che ricorrono a prestazioni occasionali di tipo accessorio sono tenuti, prima dell’inizio della prestazione, a comunicare alla Direzione territoriale del lavoro competente, attraverso modalità telematiche, ivi compresi sms o posta elettronica, i dati anagrafici e il codice fiscale del lavoratore, indicando, altresì, il luogo della prestazione con riferimento ad un arco temporale non superiore ai trenta giorni successivi”. Quindi non solo il carnet dei buoni voucher sarà orario, numerato progressivamente e datato ma è necessario anche comunicare preventivamente alla DTL il luogo della prestazione.

Cosa cambia nei controlli a distanza dei lavoratori

Cambia anche la normativa riguardo ai controlli a distanza, finora completamente proibiti dallo Statuto dei lavoratori. Il datore di lavoro che dota i propri collaboratori di computer, tablet o smartphone può controllarne le attività senza accordi con sindacati o autorizzazioni ministeriali che restano invece in vigore per le videocamere di sorveglianza. I lavoratori dovranno tuttavia essere informati sulle politiche di raccolta delle informazioni e sull’entità dei controlli attuati che devono in ogni caso rispettare la privacy. Le informazioni raccolte possono essere usate anche a fini disciplinari.

Nei prossimi interventi cercheremo di approfondire gli eventuali altri aspetti della recente riforma del lavoro. Vi diamo appuntamento al giorno……..

A presto!!